Gioielli Ispirati al Patrimonio Culturale Italiano
Ispirato a un anello risalente al III sec. a. C.. Gli anelli erano gli oggetti più diffusi tra tutti i gioielli; indossati inizialmente dagli uomini, il loro uso si estese anche alle donne come simbolo del potere da esse esercitato nella sfera privata.
L’originale in oro granato appartiene alla collezione “GLI ORI DI TARANTO”
Ispirato a un anello romano a fascetta, con castone inciso con motivo di spiga databile alla prima età imperiale.
L’originale in oro è stato rinvenuto nel 1984 nella Villa di L. Crassius Tertius a Oplontis.
Ispirato alle corse su biga.
Pittura murale nel Castello di Giulio II – Ostia Antica
Ispirato dell’originale romano
I sec. d.C.
Ispirato alla placchetta d'oro a forma di felino dall'Area sacra
di Sant'Omobono (manifattura etrusca)
Tratto della decorazione della parete meridionale del triclinio C
Villa della Farnesina.
Ispirato al piccolo oggetto a crescente lunare che veniva appuntato come amuleto (porta fortuna) sulle vesti di donne e bambini dell’antica Roma e talvolta appeso al petto dei cavalli; era anche un ornamento dei calcei dei senatori.
Ispirato alla collana con placche pettorali raffiguranti una testa di ariete.
L’ariete considerato l'animale sacrificale per eccellenza.
Nel mondo greco-romano e in molte religioni è il simbolo della divinità suprema.
L'ariete è considerato simbolo di
potere e forza.
Motivo tratto da uno dei mosaici pavimentali di una delle stanze della Domus Romana, anticamente situata nella zona in cui si trova oggi la Stazione Termini.
Ispirati a una collana romana in argento e turchese risalente alla seconda metà del II secolo AD.
La pietra turchese è stata molto apprezzata e usata nell’antichità
La turchese è considerata un eccellente portafortuna
ispirati alla collana in oro e granati.
Collezione Campana, acq. 1861.Parigi, Musée du Louvre, DAGER
Ispirati alla collana in oro, lapislazzuli e vetro.
Collezione Campana, acquisizione del 1861. Parigi, Museo del Louvre DAGER
Ispirata dall’originale appartenente alla collezione Castellani
Ispirato a una coppia di orecchini “a navicella”, elemento essenziale nella parure di gioielli usati dalle donne dell’Etruria e di tutta la penisola italica dal IV al I sec. a.C.
L’originale in oro è attualmente conservato presso il Museo Nazionale Archeologico di Taranto.
Ispirati a una coppia di orecchini risalenti al II sec. a.C. di foggia molto diffusa in tutta la peninsola italica.
L’originale in oro e granato appartiene alla collezione “GLI ORI DI TARANTO”, ed è conservato presso il Museo Nazionale Archeologico di Taranto.
ispirati al ritratto di dama di profilo I sec. d.C. – Tarquinia.
Ispirato all’orecchino romano conservato presso il Museum fur K.G: di Amburgo
ispirato ad un particolare degli affreschi e dei mosaici che adornano le stanze di una Domus Romana, anticamente
situata nella zona in cui si trova oggi la Termini a Roma.
I resti risalenti al II sec.d.C. rinvenuti, in occasione dei lavori di sistemazione dell’area tra il 1947 ed il 1959
Dall’originale ritrovato a Pompei. Ritratto femminile. Media o tarda età antoniniana (140 – 180 d. C)
Ispirato alla placchetta d'oro a forma di felino dall'Area sacra
di Sant'Omobono (manifattura etrusca)
Tratto dall’affresco parietale del vestibolo di una Domus Romana, anticamente
situata nella zona in cui si trova oggi
la Stazione Termini.
Punti vendita: Musei del Comune di Roma - Galleria Doria Pamphilj